Sentimenti di entusiasmo e paura hanno prevalso sul team WE AfriHug mentre si preparava per il viaggio verso il Western Sahara. Dopo aver terminato le attività in Ghana, la squadra è arrivata fino a Madrid prima di poter raggiungere la Sahara Marathon Delegation.

 

La destinazione finale era il campo rifugiati del Saharawi nel Western Sahara dove abitano circa 160.000 rifugiati nel deserto. Il campo è situato a circa un’ora da Tindouf, Algeria, vicino ai confini con Marocco e Mauritania.

Il team di WE AfriHug ha scelto questa destinazione molto particolare per realizzare tre obiettivi importanti. Innanzitutto la sfida sportiva, la Maratona del Sahara, correre nel Sahara per 42km e fare tesoro di un’esperienza così unica. Secondariamente, passare una settimana con le famiglie del Saharawi per capire meglio il conflitto che da 42 anni attanaglia tutta l’area, comprendere meglio il loro stile di vita e cultura. Infine, incontrare i giovani che vivono li attraverso una sessione di formazione  di 3 giorni sulle Skills del 21esimo secolo.

“42 kilometers of our effort, for 42 years of your resistance” è il motto per l’anno 2018 della maratona del Sahara. Così gli organizzatori hanno scelto di promuovere e sensibilizzare attraverso lo sport un conflitto lungo 42 anni. Questa maratona infatti non è solo una gara, ma un evento sportivo internazionale. 42 anni di sofferenza di un popolo stanno minando la fiducia e la speranza generazione dopo generazione. 18 anni di Maratona Solidale, e 42 anni di esilio per il popolo del Saharawi

Finalmente il team WE AfriHug può annunciare la realizzazione della sfida con grande successo. Dopo aver scalato la cime dell’Africa, il Kilimanjaro in Tanzania, questa era la seconda sfida. Konstantinos Maragkos e Demetris Christodoulou hanno corso per 42.195 km mentre Marilena Maragkou la mezza maratona da 10km. Per la prima volta la Grecia e Cipro hanno avuto una rappresentanza in questa maratona iniziata nel 2001. In totale 500 persone hanno partecipato alla maratona, mezza maratona e la 5km. Il tragitto collega simbolicamente i tre campi di Smara, Auserd and El Ayoun, e conduce i partecipanti attraverso il deserto dritto nelle case di chi vive qui.

Una settimana di intensa condivisione è stata potente e istruttiva, vivendo con loro, mangiando come loro, persino vestendosi come loro. La vita per una settimana nel campo profughi è stata pacifica e tranquilla, incentrata sulla loro cultura unica e potente, fedeli ai loro principi e legati alla loro posizione geografia. La famiglia che ha ospitato WE AfriHug è composta da 6 persone. Ognuno di loro è stato estremamente accogliente ma anche protettivo verso gli ospiti. La squadra ha avuto la possibilità di familiarizzare e interagire, comprendendo meglio la loro cultura.

Grazie al supporto dei membri del “Global Western Sahara Ambassador Programme”, nel quali alumni del programma Erasmus Mundus European Master in Turismo e Management stanno lavorando, il team WE AfriHug ha organizzato due giorni di seminario non-formale con 15 studenti della “17 June Intermediate School”. Durante la prima giornata le attività “lo Scudo” e “Percorso Cieco” sono state il primo passo verso l’educazione non-formale mai sentito prima di allora. Nel secondo ed ultimo giorno invece gli studenti hanno dato il loro meglio nelle attività “Front Page” e “Battle of Orange”. Comunicazione, Collaborazione, Pensiero Critico, e competenze sociali e culturali sono state sviluppate. alla fine gli studenti hanno ricevuto il loro attestato di partecipazione, condividendo i loro pensieri e dando dei feedback sul training. Il giorno seguente il team WE AfriHug ha incontrato ancora una volta gli studenti, ma stavolta per condurre delle interviste, capire e conservare le loro opinioni ed esperienze, e creare un bel video.

Dopo aver vissuto insieme ai Saharawi per una settimana, aver partecipato alla Maratona Solidale del Sahara, aver corso 42km e aver realizzato questo training di due giorni, la missione di WE AfriHug qui è conclusa. Un viaggio davvero speciale ed un’esperienze che tutti dovrebbero provare almeno una volta. Grazie alla Sahara Marathon il team ha avuto l’occasione di sperimentare un nuovo stile di vita, combinando lo sport con la soliarietà.

 

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